Ci sono sassi che preferiscono i lunghi viaggi transcontinentali e altri che scelgono l'intensità dei brevi spostamenti, creando legami stretti in aree circoscritte. Il viaggio di Coccia appartiene a questa seconda categoria: un'avventura rapida, densa di scambi e concentrata nel cuore della provincia di Taranto.

Castellaneta — 21 ago 2026
La genesi e il primo rilascio
Tutto ha inizio il 20 agosto 2026, quando il sasso viene dipinto da Kiwy e registrato ufficialmente sulla piattaforma. Dopo un breve periodo di attesa, il 21 agosto 2026 Coccia viene lasciato in vista per la prima volta a Castellaneta (Taranto), pronto a farsi trovare da chiunque stesse passeggiando in zona.
L'accelerazione di settembre
Dopo una pausa di circa dieci giorni, il viaggio riparte con un ritmo sorprendente. Il 2 settembre 2026, Coccia viene trovato da Pippi Calzelunghe, che lascia un messaggio semplice ma potente nel diario pubblico:
"Buona fortuna". Questo augurio sembra aver dato una spinta energetica al sasso, che nello stesso giorno viene spostato in un posto nuovo, sempre all'interno di Castellaneta (Taranto).
Un tour tra Castellaneta e Palagiano
La velocità degli scambi raggiunge il picco il 3 settembre 2026. In un'unica giornata, Coccia passa di mano in mano, dimostrando quanto la community locale sia attiva e attenta. Prima viene trovato da Mare, che decide di allargare l'orizzonte del viaggio spostandolo a Palagiano (Taranto). Non passa molto tempo prima che l'opera di Kiwy venga avvistata nuovamente: è il turno di rana, che trova il sasso e, seguendo la regola del gioco, lo lascia in un posto nuovo per permettere a qualcun altro di vivere l'emozione della scoperta.
Il valore dei 30 chilometri
A chi guarda solo i numeri potrebbe sembrare un tragitto breve, ma i 30.6 chilometri percorsi da Coccia raccontano una storia di connessione territoriale. In pochi giorni, questo sasso ha collegato diverse persone tra Castellaneta e Palagiano, trasformando una semplice passeggiata in un momento di condivisione.
Il caso di Coccia ci insegna che non serve attraversare l'oceano per lasciare un segno: a volte basta un "buona fortuna" e un breve spostamento tra due città vicine per attivare una catena di gentilezza invisibile ma tangibile.